Webboh
Il progetto che racconta meglio il mio modo di lavorare: contenuti, community, creator, eventi, prodotti, licensing, ricerca, business e integrazione in una struttura industriale.

Non metto tutto sullo stesso piano. Alcuni progetti hanno già prodotto risultati chiari. Altri stanno crescendo, sono bloccati, aspettano una decisione o restano laboratori creativi.
Il progetto che racconta meglio il mio modo di lavorare: contenuti, community, creator, eventi, prodotti, licensing, ricerca, business e integrazione in una struttura industriale.

I founder mi hanno coinvolto come socio di minoranza in una realtà che sviluppa app per il mercato mobile statunitense. Non guido l’operatività e non prendo le decisioni finali: ascolto, faccio domande, metto alla prova le ipotesi e propongo idee.
Non ho bisogno dell’ultima parola per essere utile.Guarda le app pubblicate ↗

Consulenza AI per aziende di ogni settore: analizziamo processi, formiamo le persone, sviluppiamo prototipi e costruiamo strumenti personalizzati. Lavoro accanto ad Alberto Puliafito, tra i più autorevoli esperti italiani di AI: lui porta la competenza specialistica; io porto domande, connessioni e sperimentazione. Ricerca e sviluppo fanno parte del lavoro con ogni cliente.

Un progetto editoriale che mette in relazione televisione, social e partecipazione. Aiuta il pubblico più giovane a scoprire la TV, quello più adulto a riconoscere nei format YouTube, Twitch, podcast, TikTok, Instagram e Shorts una nuova forma di televisione, e offre ai brand un punto d’incontro tra pubblici che oggi si muovono su piattaforme diverse.

Ho immaginato il mondo delle content house come un gioco vero. E l’ho costruito davvero.
È un board game da 2 a 4 giocatori, dai 12 anni in su, in cui bisogna creare la propria Social House, gestire artisti, content creator, drama expert e influencer e conquistare più follower degli avversari. Il prototipo comprende tabellone, 160 carte suddivise in quattro categorie, pedine, dado, block notes e regolamento.
La decisione aperta è capire quale sia la forma più interessante per il passo successivo: prodotto fisico, esperienza digitale o integrazione tra le due.







Solr è una voce giovane dell’urban pop italiano che racconta l’amore senza filtri: quello che salva, quello che resta, quello che fa male.
Le sue canzoni nascono da storie vere, viaggi, messaggi mai cancellati, silenzi che fanno rumore. Strofe rappate, intime e dirette, si aprono in ritornelli urlati e viscerali, dove l’emozione prende il controllo.
Nei suoi testi l’amore è casa, ma anche una strada che non sempre porta da qualche parte. Solr canta la vulnerabilità senza vergogna, la promessa senza retorica, il legame senza condizioni. Le atmosfere cambiano, ma il centro resta sempre lo stesso: dire quello che spesso non si riesce a dire a voce.
La sua musica è per chi ama troppo, per chi resta, per chi perde e continua a sentire. Non è solo una canzone d’amore. È il modo in cui Solr prova a restare.



Un progetto editoriale indipendente dedicato allo spettacolo, nato dopo le esperienze nei network digitali e prima di Webboh.
Apri l’archivio Instagram ↗
Nata per produrre e distribuire foto e video dagli eventi televisivi, stava già evolvendo verso la creazione di format originali da proporre alle emittenti. Creativitink, un game show dedicato alla creatività dei tatuatori, arrivò fino a un progetto editoriale completo, a una puntata zero di presentazione e a primi contatti con il mercato, ma non venne mai trasmesso.
Il progetto stava diventando altro. Il Covid ha cancellato il mercato iniziale prima che la nuova direzione potesse consolidarsi.Scopri Presspot e Creativitink →

Alcune delle conversazioni più interessanti iniziano prima che esista un piano preciso.