iSayBlog
Le prime esperienze nella costruzione di progetti editoriali digitali e reti di contenuti. Qui ho iniziato a capire che un media online non è soltanto ciò che pubblica: è anche tecnologia, distribuzione, persone, traffico e sostenibilità.
Il filo non è il settore. È il modo in cui leggo pubblici, contenuti, persone, organizzazione e opportunità.

Negli anni ho attraversato editoria, social, TV, eventi, startup, prodotti digitali e AI. Più cambiano i contesti, più mi interessa capire come si tengono insieme persone, contenuti, numeri e opportunità.
Dal 2007 a oggi ho lavorato in editoria, intrattenimento, startup, advisory, AI e progetti imprenditoriali. Qui la timeline è pensata come un percorso chiaro: una linea accompagna le tappe, incontra i progetti e prosegue fino a oggi, dove sfuma nello sfondo.
Le prime esperienze nella costruzione di progetti editoriali digitali e reti di contenuti. Qui ho iniziato a capire che un media online non è soltanto ciò che pubblica: è anche tecnologia, distribuzione, persone, traffico e sostenibilità.
In Blogo mi occupavo dell’area intrattenimento, che comprendeva TvBlog, Cineblog, Soundsblog e Gossipblog. Non un solo sito, ma un insieme di testate, pubblici, linguaggi e prodotti editoriali differenti.
Questa esperienza mi ha insegnato a leggere lo stesso mondo da più prospettive e a lavorare su identità editoriali diverse senza perdere la coerenza di ciascun progetto.
Un ulteriore progetto editoriale dedicato all’intrattenimento, parte del percorso che ha costruito il mio rapporto con contenuti, pubblico, team e posizionamento.
Nel 2019 ho fondato Presspot insieme ad altri soci: vendevamo foto e video di eventi e conferenze stampa televisive e stavamo iniziando a sviluppare format per la TV. Con il Covid gli eventi fisici si sono fermati e il progetto ha perso di colpo il proprio mercato, così abbiamo scelto di chiudere la società senza arrivare al fallimento.
Il progetto in cui contenuti, community, social, creator, prodotti, eventi, ricerca, business e organizzazione si sono incontrati in modo più completo. Nato da un’intuizione condivisa, cresciuto prima come realtà indipendente e poi scalato dentro Mondadori.
I founder mi hanno contattato per presentarmi una società che sviluppa app per il mercato mobile statunitense e propormi di entrare come socio di minoranza. Ho accettato perché mi sembrava una sfida lontana dai mondi in cui avevo lavorato fino ad allora.
Il mio ruolo è quello in cui mi sento più vicino all’advisory: ascoltare, fare domande, proporre idee e punti di vista senza sostituirmi a chi guida ogni giorno l’azienda.
È la società con cui lavoro sull’intelligenza artificiale in modo concreto: consulenza, creatività, metodo, processi e applicazioni reali. Per me rappresenta il punto in cui idee, sperimentazione e struttura iniziano a parlarsi davvero.
È la parte più legata all’intrattenimento e alla costruzione di progetti editoriali e creativi. Non la considero un punto di arrivo, ma un altro laboratorio in cui applicare lo stesso modo di ragionare su contenuti, persone, opportunità e posizionamento.
Oggi lavoro come figura trasversale tra media, social, digitale, AI, prodotti, organizzazione e connessioni. Il mio ruolo è capire quali competenze servono, quando farle entrare e quale progetto stiamo davvero cercando di costruire.